Chiesa di Santa Maria Assunta


Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto


La chiesa, che sorge in posizione isolata rispetto al villaggio di Nemi (da nemus, cioè bosco) è tra quelle che nel 1218 vengono riconosciute e confermate alla Pieve di Bovigliano. Dell’edificio duecentesco non rimane, però, nulla; l’attuale chiesa è il risultato di una serie di interventi e rifacimenti che si susseguono dal Trecento in poi. Se la facciata è del XIV secolo, a quello successivo risale la struttura interna, caratterizzata da una navata ed abside piatta. Proprio al Quattrocento risalgono i dipinti più importanti della chiesa.

Sulla parete di destra si trova l’affresco di Paolo da Visso che raffigura Madonna di Loreto e i santi Giacomo maggiore, abate e Sebastiano e in una cornice separata la Madonna col Bambino. Sulla parete di sinistra è collocato il trittico di Giovanni di Piermatteo Boccati con la Madonna col Bambino incoronata da angeli tra i santi Matteo e Prisco da Mirabella. Nel 1457 la comunità di Fiordimonte ottiene dal papa la possibilità di istituire nelle sue chiese il fonte battesimale. A Nemi viene realizzato l’anno successivo: una scultura in travertino con piede triangolare decorato con foglie in bassorilievo. Il presbiterio viene decorato nel Cinquecento da un pittore umbro. Sempre nel corso del Cinquecento viene realizzata la copertura lignea del fonte battesimale. Nuovi affreschi vengono dipinti vicino alla porta laterale: un San Rocco e una Lucia e un altro San Rocco, probabilmente da attribuire, quest’ultimo, a Nobile da Lucca. Nel 1568, il parroco don Luca Galassi promuove un’importante ristrutturazione della chiesa. Nel 1578 viene fondata la confraternita del Rosario, la quale provvede ad ornare il suo altare con una tela con la Madonna col Bambino e San Domenico, opera del pittore camerinese Camillo Bagazzotti. Nel 1750, Giuseppe Mariotti, uno degli uomini più ricchi di Nemi commissiona per la chiesa, a Giuseppe Manzoni di Camerino, un quadro con la Madonna col Bambino e i santi Francesco di Paolo e Antonio da Padova, poi definitivamente collocato nel piccolo edificio religioso della Madonna del soldato, posto al centro del paese.

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Località Nemi

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