Museo “R. Campelli”


Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto


Il Museo civico di Pievebovigliana, fondato nel 1936 da Monsignor Raffaele Campelli e attualmente ospitato all’interno del Palazzo comunale, comprende, oltre Camalla sezione archeologica dedicata a Valerio Cianfarani, altre significative collezioni.

Nella raccolta intitolata a Raffaele Campelli sono conservate opere di Cola di Pietro (una Crocifissione, che ha perduto ampie di pittura), e di un anonimo umbro (una Madonna di Costantinopoli del XVI secolo). Così la descrive Angelo Antonio Bittarelli: «Una nicchia a lucernari, ferma nella sua elegante muratura (in alto due borchie sembrano chiodarla ancor più nello spazio) è presa su, con sovrana libertà, da due angeli che divelgono senza molto sforzo e persuasione le paraste per un volo ancora non preparato. Statici, intorno il paesaggio, l’alberello e il monte nello sfondo di destra, il castello a sinistra. La Vergine, in piedi, sorregge il Bambino ignudo che dialoga con fedeli a noi invisibili». Nel loro complesso i volti sono dolci e ingenui, con richiami al Ancora Bittarelli: «La struttura architettonica da una matura lezione padovano-mantegnesca notissima nella zona dopo il magistero della tarda scuola camerinese di Girolamo di Giovanni e del piccolo maestro di Patullo. L’ampia veste della Madonna mostra fiori grandi, stilizzati, che entreranno nella iconografia locale». Due angeli musicanti databili intorno al 1530 sono attribuiti a Venanzo da Camerino. Si tratta di probabili sportelli di polittico; le vesti degli angeli sono ampiamente decorate. Nel museo è conservata anche una Madonna di Loreto e santi di Simone De Magistris: la Madonna è seduta sopra la casa trasportata in volo da teste di angeli; in basso sono collocati i santi Paolo e Caterina da Siena, mentre alle spalle di questa raffigurazione si scorge il paesaggio e in lontananza il mare. La bellezza della Madonna, nonostante sia poco espressiva, risponde ad un canone classico di perfezione; più originale è il Bambino, soprattutto in riferimento all’espressione del volto. Alcune sculture esposte risalgono alla fine del XV secolo. Si tratta del San Sebastiano in legno intagliato proveniente dalla chiesa di Villanova, opera di uno scultore anonimo marchigiano, di una testa della Vergine in terracotta policroma di provenienza abruzzese, di una testa del Redentore in terracotta. Tutte queste opere 2002 sono state esposte nella mostra “Il Quattrocento a Camerino.

Informazioni

Nome della tabella
Indirizzo Piazza Vittorio Veneto, 90 - Palazzo Comunale
Telefono +39 0737 44126 (comune)
Orario Aperto dalle ore 8.00 alle ore 14.00 - Chiuso Domenica.
Proprietà Comunale e privata

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